L'AZIENDA

LA STORIA

Sono trascorsi oltre 40 anni da quando nel 1974 Stefano Redaelli decide di aprire la Galleria d’Arte ‘Il Ponte’ nel palazzo nobiliare della Famiglia Crivelli, in via Pontaccio 12 a Milano, nel cuore di Brera.
   
Poco tempo dopo il nome si modifica in Il Ponte Casa d’Aste, mantenendo quel vago richiamo onomatopeico alla strada in cui ha sede l’attività e sottolineando il ruolo di collegamento tra venditore ed acquirente che l’azienda ricopre.
   
Fin dai primi anni a Il Ponte sono affidati conferimenti di illustre prestigio, tra i quali:
Villa Borromeo a Senago, l’eredità dell’ingegner Stampa per l’Ospedale Sant’Anna di Como e la Ca’ d’Industria, il Castello Barattieri a San Pietro in Cerro e l’eredità del clown Grock. Veri e propri patrimoni culturali che il pubblico scopre grazie alle brochure d’invito all’asta ed apprezza sfogliando i cataloghi, con testi essenziali ed ancora senza immagini.
   
Negli anni ’80 e ’90 il ruolo della casa d’aste si definisce con forza crescente sul mercato nazionale che contribuisce a dar slancio a tale fama affidando alla cura de Il Ponte altre vendite rilevanti: l’asta di Villa I Pioppi a Sassuolo, memorabile per affluenza di pubblico e risultati, l’asta di Villa Minetta a Novi Ligure e gli arredi di una delle più importanti e famose Ville lombarde, oggi uno dei luoghi del cuore del FAI - Fondo Ambiente Italiano.
   
A livello internazionale, uno dei più importanti riconoscimenti arriva nel 1999 con l’asta dell’eredità Renzo Mongiardino. Le suggestive ambientazioni degli architetti Roberto Peregalli e Laura Rimini, contribuiscono a far risplendere Il Ponte sulle pagine dei rotocalchi di tutto il mondo: Vogue Germania, AD Francia e un inserto dedicato sul New York Times, sono solo alcune delle testate che l’hanno consacrata come una delle pagine più belle della propria storia.
   
Nei primi anni ’90 Il Ponte si affaccia all’esperienza dell’arte moderna fondando una società parallela (Il Ponte Arte Moderna) ed affidando gli allestimenti delle sale espositive
agli architetti del gruppo Alchimia, guidati da Alessandro Mendini. Le sale dell’antico palazzo vengono trasformate in una scenografia minimal e coloratissima, con pareti mobili che danno vita ad una singolare architettura nell’architettura.
L’esperienza durerà alcuni anni e si concluderà in seguito alla parabola discendente del settore.
   
Affascinante “Musicalia” l’asta tenutasi nell’ottobre 1996 interamente dedicata agli strumenti musicali nella patria della liuteria: Cremona.
   
Nel settembre 2000 l’Istituto per l’assistenza agli anziani “Suor Agnese”, affida alla casa d’aste milanese l’Eredità Castaldi-Pasqualini. L’asta si organizza intorno a tre nuclei principali: gioielli, arte contemporanea e un ingente guardaroba di capi Yves Saint Laurent (anni ’70/’80) che, pioniera in Italia, la casa d’aste gestisce in una curiosa ed insolita tornata Fashion Vintage.
   
Dopo un decennio di pausa, nel 2001 il settore dell’arte moderna e contemporanea riparte con conferimenti di grande rilievo, tra i quali si ricorda la Collezione di Villa Sant’Antonio di Pozza di Maranello.
   
Il secondo millennio prosegue con una serie di aste memorabili (2002): la vendita a favore della Casa di Gino di Lora, ultimi pezzi di una storica raccolta di dipinti dell’800; il conferimento dell’Eredità Necchi Campiglio, a favore della Fondazione per la Formazione Oncologica; la vendita dei beni dello storico circolo meneghino Società Artisti e Patriottica.
   
Mai pago dei suoi traguardi, Stefano Redaelli si dedica ad un nuovo progetto imprenditoriale: la realizzazione di un distaccamento che ospiti le cosiddette “aste minori”.
Nasce nel 2006 via Pitteri, diventato poi viaPitteri10 nel 2015: uno spazio che si estende su oltre 3.000 mq e dove vengono gestiti i conferimenti più commerciali, di minor prezzo, per consentire ad un pubblico sempre più vasto di appassionarsi alle aste senza un eccessivo impegno economico.
   
Nel 2008 l’eredità Carlo Sernicoli, commercialista modenese e grande collezionista, cui parte del lascito è stato donato alla Pinacoteca di Modena, viene affidata alla casa d’aste raggiungendo aggiudicazioni considerevoli.
Nell’ottobre 2009 è la volta dell’asta di Luisa Cederna che riporta a Il Ponte la creatività ed il genio dell’architetto Renzo Mongiardino, grazie agli arredi della villa di Lisanza da lui ideata e allestita per l’amica/cliente.
   
Nel maggio 2010 viene inaugurato ufficialmente il Dipartimento di Fashion Vintage a seguito della splendida asta del guardaroba di Evelina Levi Broglio, signora indiscussa di eleganza e buon gusto. Il successo è tale che stampa e televisioni danno un ampio risalto all’evento e ancora oggi il pubblico ricorda i risultati record delle 22 Kelly di Hermes, degli abiti Capucci, le indimenticabili mise da sera e i tailleur Chanel.
   
Nell’ottobre dello stesso anno sono messe all’incanto le “mirabili passioni” di Giorgio Soavi, battute in un’asta a lui dedicata, unitamente agli arredi e alle collezioni personali delle case di Milano e di Montemarcello.
   
Evelina Levi Broglio torna protagonista nel 2011 con l’eredità degli straordinari ed ammiratissimi gioielli che raggiungono risultati leggendari. Numerosi collezionisti e commercianti partecipano da tutto il mondo ad una serratissima ed entusiasmante gara per aggiudicarsi i mirabili top lot.
   
A cavallo di questi anni comincia ad affermarsi un nuovo settore: l’Arte Orientale. Un’asta di giade e porcellane cinesi registra vendite eccezionali ed inattese, aprendo la strada alla creazione di un dipartimento dedicato.
   
La casa d’aste entra in una nuova fase, dando il via ad un’evoluzione che velocemente la porterà a trasformarsi profondamente con la definizione di dipartimenti specialistici ed esperti di alta professionalità e competenza.
Viene rilanciato e si afferma prepotentemente per risultati e aggiudicazioni il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea. Nasce il Dipartimento di Design ed Arti Applicate del ’900 e quello di Arte Orientale amplia le competenze a tutto l’Oriente (Asia Centrale, Medio Oriente e Giappone). Anno dopo anno si aggiungono e si definiscono settori sempre più mirati: Orologi, Maioliche e Porcellane, Argenti, Strumenti Musicali, Filatelia e Numismatica.
Parallelamente, quelli già esistenti si specializzano grazie ad esperti sempre più qualificati e riportano risultati in costante crescita: Dipinti dei secoli XIX e XX, Dipinti Antichi, Gioielli, Arredi e Mobili.
   
Gli spazi per uffici e magazzini di stivaggio si ampliano per fare posto a queste nuove competenze, agli esperti si affiancano giovani assistenti, con l’intento di formarli e prepararli a diventare le future eccellenze della casa d’aste.
Nel 2015 una serie di aste importanti culmina in quella di maggiore impatto mediatico: l’asta Mike Bongiorno, organizzata dalla famiglia e dalla Fondazione a scopo sociale e benefico. Tutta l’Italia parla di questo evento: l’asta diventa un appuntamento sociale e culturale, ottiene grande risalto nei talk show e nei telegiornali e culmina nella serata di battitura dei cimeli artistici condotta per l’occasione da un emozionatissimo Fabio Fazio.
   
Nel dicembre dello stesso anno Il Ponte si presta alla prima esperienza d’asta per un altro noto personaggio della cultura italiana della Prima Repubblica: Giorgio Forattini.
In occasione dell’uscita del volume antologico del grande vignettista satirico, le sagome e i teatrini esposti nella Mostra di Palazzo Reale a Milano sono proposti al pubblico in due tornate d’asta.    
   
La fine del 2015 vede la sede di via Pontaccio oggetto di numerosi lavori di ristrutturazione ed ampliamento degli spazi espositivi con l’obiettivo di promuovere le bellissime sale affrescate e il meraviglioso giardino sul retro quali prestigiose sedi per eventi e visite culturali.

Il fascino e la bellezza di Palazzo Crivelli attirano da sempre gli organizzatori di eventi, soprattutto in occasione della Settimana della Moda e del Salone del Mobile.

I più suggestivi: nell’aprile 2007 negli spazi della casa d’aste si allestiscono ben tre esposizioni ed una originale mostra/mercato di antichi paraventi giapponesi. Nel 2009 i locali vengono completamente stravolti in occasione di una grande mostra internazionale The vision and art of Shinjio Ito, che ha accolto oltre 13.000 visitatori.

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