Arredi e Dipinti Antichi, Argenti, Tappeti e Tessuti, Historica, Strumenti Musicali e Disegni. Eredità "Marchese Giambattista Guerrieri Gonzaga" e altre nobili committenze

Via Pontaccio, 12 Milano

Asta: 9, 10, 11 aprile

Esposizione: 5, 6, 7 aprile (ore 10/13-14.30/18.30)

La stagione primaverile a Palazzo Crivelli si inaugura ad aprile con l'asta di Arredi, Oggetti d'Arte, Dipinti Antichi, Sculture, Argenti, Historica, Strumenti Musicali, Tappeti e Tessuti.

La sezione dedicata ai Dipinti Antichi raccoglie numerosi capolavori fra i quali si segnalano un importante fondo oro “Madonna con Bambino e Santi” di Lippo d'Andrea, già Pseudo-Ambrogio di Baldese (stima 38.000-40.000 €) e un’opera di Giuseppe Romani di inizio XVIII secolo che raffigura due tacchini la cui impostazione riprende quella in uso nei ritratti.

Una sala sarà interamente dedicata alla pittura lombarda con numerose nature morte e quattro scene di genere di Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini, tra le quali una raffinata Maestra di tombolo con allieve, fruttivendolo, ciabattino e giocatori di carte sullo sfondo di

grandi dimensioni (stima 38.000-40.000 €).

Nel nucleo che raccoglie le vedute veneziane, si segnala un gruppo di opere di Giacomo Guardi e una Veduta di Piazza San Marco a Venezia (stima 6.000-8.000 €) a cui si affianca una elegante raffigurazione mitologica di Teseo ed Etra eseguita intorno al primo quarto del XIX secolo.

I mobili in stile grotto si contraddistinguono per l’eccezionale maestria e la ricercata fantasia dei materiali. Ispirati all'acqua e all'oceano, nascevano per decorare le grotte dei giardini e delle residenze nobiliari e si caratterizzano per riprodurre l'effetto che conchiglie e coralli hanno sulla materia, arricchendoli con cavallucci marini, delfini e tritoni. In catalogo due esempi di questo stile: un salotto (stima 8.000-10.000 €) attribuito alla manifattura Testolini e una vetrina (stima 10.000-12.000 €) attribuita alla manifattura Pauly et Cie.

Tra gli Oggetti d'Arte una scatola del celebre maestro dell'oreficeria Alfredo Ravasco (stima 4.000-5.000 €), una coppia di grandi vasi Sèvres con montature in bronzo dorato decorati con scene galanti di caccia e paesaggi (stima 28.000-30.000 €), gruppi montati in corallo e due sculture in legno laccato del XVIII secolo (stima 22.000-24.000 €).

A completare il catalogo, una selezione di tre proprietà di provenienza nobiliare. Dall’eredità del marchese Giambattista Guerrieri Gonzaga due mezzibusti Masai in bronzo brunito (stima 12.500-13.500 €), un raffinato centrotavola firmato Eugenio Avolio composto da cinque gruppi di sculture in bronzo argentato raffiguranti l'Allegoria delle stagioni e un Fauno baccante con Ninfa (stima 5.000-5.500 €), e numerosi ritratti di famiglia del XIX secolo. Dal conferimento di un casato napoletano, invece, una cornice riccamente scolpita e diversi dipinti dei secoli XVII e XVIII. Da una nobile famiglia romana, mobili francesi e porcellane cinesi per il mercato europeo.

Tra gli Strumenti Musicali, di maggiore rilevanza un violino di Riccardo Genovese (stima 4.200-4.400 €) e uno di Enrico Politi (stima 5.200-5.400 €).

Tra gli Historica, un cimelio in bronzo di Stanislao Grimaldi Conte del Poggetto Studio per un monumento ai carabinieri (stima 3.000-4.000 €), una collezione di coltelli orientali ed europei prodotti tra il XVII ed il XIX secolo, e due interessanti daghe da ufficiali di marina.

Tra i Tappeti e Tessuti si propone un importante tessuto in seta azzurra broccato in oro (stima 800-900€), realizzato a Venezia nei primi anni del secolo XVIII e due ricami Suzanì. Quest’ultimo termine che deriva da Suzan, "ago" in lingua turcomanna, fa riferimento ad una particolare lavorazione della seta diffusa in Uzbekistan intorno alla metà del secolo XIX, impiegata per la realizzazione di tessuti destinati al corredo matrimoniale, utilizzati come arazzi beneaugurali.

Tra gli esemplari in asta un maestoso tappeto Serapi (stima 4.600-4.800€) in ottime condizioni con grandi decori geometrici e tonalità raffinate, emblema della modernità espressiva persiana del XIX secolo. Singolare, inoltre, è l'Ushak di inizio '900 (stima 5.300 – 5.500€) a fondo giallo zafferano, annodato nell'omonima cittadina anatolica ed eseguito su ordinazione per decorare i saloni dei palazzi nobiliari sulle rive del Bosforo nello stile del Dolmabachi.

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