Château de La Verdière
Straordinari arredi e opere d’arte da uno storico castello della Provenza

Anteprima Asta | Press Release | Pubblicato il 04/06/2026

Il 7 e l’8 giugno 2026, la maison Millon metterà all’asta, con una vendita organizzata direttamente sul posto, quasi 1.000 lotti provenienti dallo Château de La Verdière.

 

  

Mobili, arazzi, oggetti d’arte, dipinti, illuminazione e cimeli storici saranno presentati nelle stesse stanze in cui erano stati collocati, nel corso di due giornate di esposizione aperte al pubblico il 5 e 6 giugno 2026. Acquistato all’inizio degli anni 2000 da Frédéric Champavère, quando si trovava in uno stato di grave degrado, l’edificio è stato oggetto di un vasto progetto di restauro durato oltre vent’anni. Oggi, questo castello millenario che domina il villaggio di La Verdière si prepara ad aprire un nuovo capitolo della sua storia.

 

  

«Quando l’ho acquistato, era un capolavoro in pericolo. Oggi è salvo per diverse generazioni», ricorda Frédéric Champavère, proprietario del Château de La Verdière.
Al restauro architettonico è seguito un paziente lavoro di riallestimento degli interni, ispirato alla storia del luogo. Per restituire coerenza agli ambienti, Frédéric Champavère si è basato in particolare sugli antichi inventari del castello, datati 1779 e 1842, per ritrovare la funzione originaria delle stanze e lo spirito di una grande dimora di rappresentanza, così come era stata concepita nel XVIII secolo da Louis-Roch de Forbin d’Oppède.

 

 



  

  

  

Una vendita concepita come un percorso attraverso il castello

La vendita si configura così come un itinerario attraverso i saloni, le camere, le gallerie e gli spazi di rappresentanza del castello. Le opere non saranno presentate fuori contesto, ma nell’ambiente per il quale erano state scelte.
Già all’ingresso, un’importante lanterna esagonale della seconda metà del XVIII secolo, stimata tra 1.500 e 2.000 euro, e una console veneziana in legno scolpito, laccato blu e dorato, stimata tra 2.000 e 2.500 euro, introducono il gusto decorativo che attraversa tutta la collezione. Nella scalinata che conduce al piano nobile, un angelo turiferario italiano del XVIII secolo in legno scolpito policromo, stimato tra 1.500 e 2.000 euro, accompagna la salita verso gli ambienti di ricevimento.
Il gabinetto delle curiosità riunisce diversi oggetti scelti per la loro materia e singolarità, tra cui un cabinet della Germania meridionale del XVII secolo in noce, legno ebanizzato e placche di pietra paesina, stimato tra 5.000 e 7.000 euro. Più avanti, la galleria Forbin mette in dialogo la memoria familiare e il gusto del collezionista, con in particolare un busto del corsaro Claude de Forbin, modelli navali e una grande vetrina in stile Luigi XVI.

  

  

  


 

 

 

Arazzi, grandi decorazioni e mobili di rappresentanza

I saloni e la sala da ballo concentrano alcuni dei pezzi forti della vendita. Nel grande salone, un arazzo di Anversa della seconda metà del XVIII secolo, probabilmente proveniente dalla bottega di Jan Frans Cornelissen, raffigurante un’allegoria della Pace, è stimato tra 6.000 e 8.000 euro. Dialoga con una cassettiera detta “al gelsomino” del XVII secolo, d’ispirazione Hache.
Nel salone blu dei Cinesi, una cassettiera bombata in alabastro attira l’attenzione per la rarità del materiale e il suo carattere insolito. La sala da ballo costituisce uno degli insiemi più spettacolari del percorso, riunendo in particolare una serie di otto arazzi o frammenti dedicati a Diana e Apollo, stimata tra 40.000 e 60.000 euro, oltre a tre lampadari di Murano in stile XVIII secolo.
Negli ambienti più intimi, la vendita rivela altri usi del castello: scrivere, pregare, suonare musica, ricevere ospiti o vivere la quotidianità. Un raro ricamo detto “entretaillure” dell’inizio del XVII secolo, raffigurante una lezione di musica reale con il giovane Louis XIII che tiene il suo liuto, figura tra i pezzi più notevoli della dispersione, distinguendosi per soggetto, tecnica e formato da arazzo.
Tra gli altri lotti di rilievo figurano uno scrittoio Mazarin del XVII secolo, un grande letto a baldacchino della prima metà del XVIII secolo, un’arpa dell’epoca di Charles X firmata Sébastien e Pierre Érard, e Le Parfum des roses di André Brasilier, stimato tra 15.000 e 20.000 euro. La presenza di opere moderne ricorda che La Verdière non è stata riallestita come un museo immobile, ma come un luogo vissuto e attraversato da più epoche.

 

  



Lotto 390
ANVERSA?
Fine del XVII secolo
Storia di Diana e Apollo
Serie di otto arazzi o frammenti di arazzo, con ordito in lana e trama in lana e seta.
Stima € 40.000 - 60.000

 

 

 

La fine di una fase, l’inizio di una nuova storia

«Questa vendita è eccezionale sotto molti aspetti: per la sua ampiezza, per la qualità dei pezzi proposti, ma anche perché si svolge in situ, nel cuore stesso di un castello carico di mille anni di storia. È un’occasione rara per acquisire opere pensate per dialogare con un luogo così unico», sottolinea Delphine Orts.

 

 



 

 

 

Il patrimonio dello Château de La Verdière in un tour immersivo 3D

Sempre con l’obiettivo di valorizzare gli attuali allestimenti interni, preservandone la memoria, ma anche di offrire a tutti la possibilità di visitare una location unica, è stato realizzato un virtual tour che permette di passeggiare liberamente tra i saloni, le gallerie e gli appartamenti di questo gioiello provenzale, carico di oltre mille anni di storia, ed esplorare ogni ambiente nei minimi dettagli.
Questa esperienza unica permette inoltre di ammirare le collezioni e gli arredi d’eccezione che saranno presto presentati in vendita: lampadari di Murano, rari arazzi, mobili antichi e oggetti d’arte dialogano ancora con l’anima del castello. Un invito privilegiato a scoprire l’atmosfera singolare del più grande castello privato della Provenza, tra patrimonio, emozione e arte di vivere.

 

 






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