Una sofisticata geografia collezionistica
tra culture millenarie

Anteprima Asta | Press Release | Pubblicato il 12/06/2026

È un viaggio nelle atmosfere di “Mille e una notte” quello tra i 233 lotti delle aste di Arte islamica e indiana (2 luglio 2026) e Arte orientale (3 luglio 2026), organizzate da Il Ponte in sinergia con gli esperti del Millon Auction Group (MAG).

  

   

Due appuntamenti che riflettono l’impegno condiviso nel valorizzare, anche in Italia, forme d’arte oggi al centro di una crescente attenzione internazionale, in cui il mercato Middle East e quello cinese si configurano come orizzonti promettenti del collezionismo contemporaneo.

  

   

Ad aprire i due giorni d’asta è la sessione dedicata all’Arte islamica e indiana del 2 luglio, che restituisce la ricchezza di una produzione artistica colta e stratificata, intrisa di spiritualità. Ne è esempio il raro tappeto Kashan dei primi del Novecento (lotto 68, € 4.500 - 5.000), in cui un sorprendente dialogo tra misticismo sufi e tradizione cristiana prende forma attraverso un’iconografia mariana (la Vergine, Bambino e arcangelo Gabriele), incorniciata da un raffinato bordo di iscrizioni poetiche tratte dal Masnavi di Rumi.

    

    



Lotto 68
Tappeto figurativo con scena mariana e calligrafie sufi
Iran, Kashan, inizio del XX secolo (cm 206 × 130)
Stima € 4.500 - 5.000

   

  

  

Di particolare impatto scenografico è il grande pannello di mattonelle qajaro del XIX secolo, proveniente dall’Iran (lotto 72, € 15.000 - 20.000). Una monumentale scena di caccia reale su fondo blu cobalto dove  cavalieri, cani e cinghiali animano un paesaggio cortese che richiama la tradizione safavide e la pittura di corte persiana.

  

    



Lotto 72
Grande pannello di mattonelle con scena di caccia reale
Iran, dinastia Qajar, fine del XIX secolo (circa cm 180 × 120), montato in cornice metallica
Stima € 15.000 - 20.000

   

   

   

Particolarmente rilevante sul piano storico-documentario la serie di dodici vedute architettoniche di Delhi e Agra, realizzate intorno al 1840 (lotto 69, € 2.000 - 3.000), che restituiscono con finezza acquerellata e lumeggiature dorate i principali monumenti del nord dell’India, dal Taj Mahal alla Jama Masjid fino alle grandi tombe imperiali moghul, secondo la tipica produzione di album destinati alla committenza europea e anglo-indiana.

  

  




Lotto 69
Dodici vedute architettoniche di Delhi e Agra
Acquerello, inchiostro e gouache con lumeggiature in oro su carta; ogni foglio è numerato e inscritto in persiano o urdu a inchiostro sotto l’immagine, con titoli inglesi aggiunti a matita sulla pagina dell’album
India del Nord, scuola di Delhi, circa 1840
Stima € 2.000 - 3.000

  

   

   

La vitalità della devozione visnuita si esprime in due fogli raffiguranti l’infanzia di Krishna, provenienti dal Rajasthan e databili alla fine del XIX secolo (lotto 71, € 5.000 - 6.000), nei quali episodi del Bhagavata Purana si dispiegano attraverso colori intensi, dettagli narrativi e iscrizioni in devanagari.

  

    

   

Lotto 71
Due fogli che illustrano l'infanzia di Krishna
India settentrionale, Rajasthan, probabilmente Mewar, fine del XIX secolo (Foglio 1: cm 30 × 41; foglio 2: cm 30,5 × 42)
Stima € 5.000 - 6.000

   

   

   

Tra gli highlights della vendita, anche un pannello a rilievo in scisto del Gandhara, databile tra II e III secolo d.C. (lotto 65, € 4.500 - 5.000), con il Buddha Shakyamuni al centro della composizione, circondato da fedeli in atto di offerta: un’immagine essenziale e solenne che testimonia la prima grande fioritura dell’arte buddhista nel mondo antico.

   

  

   

Lotto 65
Pannello a rilievo in scisto grigio raffigurante l'offerta di quattro coppe al Buddha
Antica regione del Gandhara, II-III secolo d.C. (cm 42 × 24)
Stima € 4.500 - 5.000

   

   

   

Il 3 luglio si prosegue con la tornata dedicata all’Arte orientale. Un nucleo di opere in cui la complessità e la raffinatezza delle produzioni cinesi e tibetane, compongono un ideale dialogo tra arte di corte, oggetti rituali e manifatture di alto rango.
L’arte cinese presenta alcuni manufatti notevoli. Il grande piatto in porcellana bianca e blu realizzato durante la dinastia Qing nel periodo Guangxu (lotto 232, € 8.000 - 12.000), in cui modelli decorativi legati alla tradizione imperiale vengono reinterpretati attraverso una vivace scena con draghi e fenici, simboli di potere e armonia cosmica.

 

  

  

Lotto 232
Grande piatto in porcellana bianca e blu decorato con motivi di drago e fenice
Marca apocrifa Kangxi sotto la base
Cina, dinastia Qing, periodo Guangxu (1875-1908) (diam. cm 40)
Stima € 8.000 - 12.000

 


Il bruciaprofumi in bronzo dorato a mercurio, databile dinastia Ming e recante marchio e riferimenti al periodo Jiajing (lotto 211, € 5.000 - 6.000). Il corpo circolare, finemente sbalzato e cesellato con volatili tra nuvole, poggia su tre piedi a bulbo ornati da motivi ruyi, mentre le anse a forma di S e il collo iscritto a sei caratteri restituiscono tutta la solennità degli oggetti rituali di corte.

  

  



Lotto 211
Raro bruciaprofumi in bronzo dorato a mercurio
Marchio e periodo dell'imperatore Jiajing (1521-1567)
Cina, dinastia Ming (1368-1644), XVI secolo (cm 23 × 20)
Stima € 5.000 - 6.000

  

   

   

La raffinatezza dei costumi di corte è rappresentata dal ventaglio rigido da tributo, attribuito alla dinastia Qing nel periodo Qianlong (lotto 210, € 1.000 - 1.200), caratterizzato da una meticolosa lavorazione scultorea in avorio e tartaruga; così come dal lungo pao rosso a draghi del periodo Guangxu (lotto 209, € 3.000 - 5.000), emblematico della tradizione tessile Qing, in cui la presenza dei draghi sottolinea il rango e l’autorità del sovrano attraverso un linguaggio visivo codificato e immediatamente riconoscibile.

   

   

   

Lotto 210
Raro ventaglio rigido da tributo con elementi in avorio e tartaruga
Cina, dinastia Qing, periodo Qianlong (1736-1796) (cm 47 × 32)
Stima € 1.000 - 1.200

  

   

   

Lotto 209
Abito di corte Long pao imperiale rosso con simboli del drago
Cina, dinastia Qing, periodo Guangxu (1875-1908) (h. cm 138)
Stima € 3.000 - 5.000

   

     

     

L’arte tessile torna anche nel rotolo di editto imperiale in seta damascata, riferibile al periodo Daoguang (lotto 207, € 3.000 - 5.000), che conserva un testo bilingue in cinese e mancese secondo la tradizione amministrativa della corte Qing: una testimonianza preziosa della macchina burocratica dell’Impero.

   

     

   

Lotto 207
Rotolo di editto onorifico imperiale in seta damascata policroma tessuta con draghi e nuvole stilizzate nei toni del giallo, crema, rosso, marrone e blu
Cina, dinastia Qing, periodo dell'imperatore Daoguang, circa 1835 (chiuso, h. cm 37)
Stima: € 3.000 - 5.000

  

  

  

Per l’ambito tibetano, risalta una selezione di cinque thangka del XVIII secolo, tra cui un esemplare raffigurante quattro dei Sedici Grandi Arhat (lotto 208, € 2.000-3.000), la cui composizione, articola figure ascetiche e ieratiche inserite in un paesaggio simbolico secondo i canoni della pittura devozionale buddhista, qui resa con particolare intensità cromatica e forza narrativa.

  

  

    


Lotto 208
Thangka dipinto su cotone raffigurante quattro dei Sedici Grandi Arhat (noti anche come Sthavira)
Tibet, XVIII secolo (cm 46 × 64)
Stima € 2.000 - 3.000

 

   

  



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